MA L'AMORE PUO' DAVVERO DIVIDERE?
c.

L'ATTESA


L'attesa....che parola ricca, insostenibile e accattivante al tempo stesso. Confesso di fare un pò di fatica ad accoglierla. Si può gustare l'attesa, come un piatto di cui lentamente percepisci i sapori? Quante volte in una giornata attendiamo? Si attende il tram, si attende che il caffè salga su la mattina. Si attende che chi ami che torni presto..Tutto in fondo è un'attesa in cui tutto di te sembra strappato e chiamato in causa. Non si può attendere da passivi...anche se a volte ci si vorrebbe solo addormentare fin tanto che arrivi l'evento che tanto attendiamo.
Eppure, c'è una voglia dentro di noi che, a braccetto con una sottile e sana imprudenza, ci dice che vogliamo essere presenti con tutti noi stessi in questa attesa. Un'intuizione. Che è forse in questa attesa che ci sta il premio più grande, quello che vale, perchè fatto del tuo sacrificio, del tuo lavoro, della tua amorosa pazienza. Una curva pericolosa, semibuia, dissestata, al di là della quale ci sta un paesaggio che i tuoi occhi tanto hanno cercato fino a consumarsi.
L'attesa....Quanta violenza può venir fuori in un'attesa, quanto spesso ci si rende conto amaramente di non essere fatti per questo tempo "fermo" ma gravido. Quanto spesso ci lasciamo andare a sottili accuse, a pretese di compimento verso chi non può dartele. Quanti pugni sul tavolo, quanti dentri stretti, quante gelosie verso qualcuno che sembra già vivere il premio che tu tanto stai attendendo. Stati d'animo. Alterni.Altalenanti. Che si prendono gioco di te e a cui, volutamente, solo poche volte lasci carta bianca. Pensieri. Desideri. Impeti.Tutto racchiude l'attesa. Tutto. Anche la tua voglia di (non) fare.
E' una lotta. L'attesa è un match. Un peso massimo: la tua umanità.E un debuttante pieno di grandi speranze: la vita.
Un match da prima serata. Da tutto esaurito. E quando credi che le tue gambe potrebbero non reggere il confronto e che i pugni non sempre li centri nel punto giusto, ti accorgi che c'è un pubblico che grida, che fa il tifo, che ha scommesso fino all'ultimo risparmio per questo match.
E ti accorgi che forse hai già vinto.
c.

PRIMA LEZIONE: IL VIOLINO E L'ORCHESTRA.

"Lui, il violino altero e sublime sfugge a quella compagnia che in modo altrettanto sublime sa sempre riprenderlo nella forza di un abbraccio capace di creare, per lui e con lui, un legame leggero ma potente. Legame che solo in un secondo momento potrà esprimersi come realtà pacificante per poi forse essere confermato nella gioia profonda di un'esperienza senza ritorno."
c.

SIETE SOGGETTI SOLO ALLA LEGGE. MAI ALLA MORALE E ALLA GIUSTIZIA VERA.

"Chiuso il secolo dell'ateismo, si apre in Occidente quello del cinismo: un avversario forse meno provocatorio ma più subdolo. "
Vergogna!

Come giurista e come essere umano prendo le distanze, con aria di stizza e uno sdegno non velato, da certi energumeni della materia. Ignoranza latente, onnipotenza e arroganza oltre modo smisurata. Sono soggetti soltanto alla legge. E adesso loro la fanno pure la legge. VERGOGNA.
A tutti coloro che vi chiederanno: ma in Italia si può uccidere senza incorrere nelle norme penali previste dal diritto vigente? Potrete rispondere: da oggi si!
Da oggi in Italia c'è solo da augurarsi di arrivare fino ad una certa età in discrete condizioni di salute, perlomeno tali da conserti di poterti difendere dalle decisioni altrui.
E' giusto? E' sbaglato? Oggi risuonano le grida di guerra. E mentre dai campi opposti volano le accuse, Eluana si accinge a essere staccata dal sondino che la tiene in vita e lasciata morire. Nell’arco di 10-15 giorni. Di fame. Perché anche questo hanno di brutto e di indecente le leggi fatte a mezzo di una sentenza: che sono necessariamente approssimative. Si voleva l’eutanasia. Avremo una lunga agonia: tutto meno che una "dolce morte".
Proprio perché si tratta di una vera e propria condanna a morte in età repubblicana, non solo assistano alcuni testimoni, ma possa essere registrata in video e messa a disposizione di quanti ne facciano richiesta. Come accade nei Paesi che prevedono la pena di morte per i propri cittadini. Così i nostri figli e i nostri nipoti potranno scoprire come un cittadino italiano possa essere condannato da un giudice di uno Stato civile e democratico a morire di fame e di sete”.
VERGOGNA.
c.

MAESTRI D IDIOZIE

Quando si dice “non sanno quello che fanno” non si serve un luogo comune, bensì una foto di gruppo. Un gruppo di persone irresponsabili (professori e studenti) impegnati a protestare nel modo più sgangherato e indegno, addirittura trascinando in manifestazioni chiassose i bambini delle elementari innocenti per definizione, quindi da rispettare e non da violare con cinismo.
E, tra un lancio di uova, qualche sputo alla polizia e una trenitna di contusi, le proteste sfociano in scioperi generali della scuola, organizzati da sindacati che confermano, nella circostanza, di essere fuori dalla realtà e di non averla (forse) mai compresa. I sindacati.. già...organismi che nascono al fine esclusivo di incattivire la gente, di strumentalizzarla per scopi meschini legati ad una squallida poltrona. Oragnismi che aizzano, inferociscono e mandano al macello agnelli sacrificali. Organismi che poi magicamente si dileguano proprio in un momento preciso....al 27 del mese, quando la triste realtà di una busta paga defraudata dice di una stupidità messa in atto e lascia quell'amaro in bocca di chi è stato tradito ed usato.
Della scuola non gliene frega niente a nessuno, e gli studenti che si sono fatti infinocchiare e stanno blloccando le lezioni per far cartelli colorati non l'hanno ancora capito. Sono burattini, e ne vanno fieri. Cosa non si farebbe, pur di bigiare le lezioni. Non l'ha capito nemmeno Veltroni, o forse fa finta di non capire: ma sta rischiando grosso. La piazza non è cosa sua, non la controlla, è cosa da sinistra estrema che, non avendo più voce in capitolo in parlamento, la voce prova ad alzarla nelle piazze. Rischia che qui fanno la festa pure a lui. Forse è il caso che il Pd si rimetta dalla sbornia dei milioni in piazza, (brutta figura quella dei due milioni al Circo Massimo...brutta, brutta figura se si pensa che il Circo Massimo ne contiene al massimo 250.000!!!) e rifletta sul futuro. Della scuola, del suo, dell'Italia intera.
E per favore, studenti e insegnanti (per quei pochi, molto pochi, che ancora oggi sono definibili come tali), posate i pennarelli, metteti giù i cartelloni, riponete i vosri fischietti e coriandoli e riprendete a fatica una buona e sana abitudine: tornate a fare la scuola. Sarà difficile, certe abitudini per diventare virtù vanno esercitate nel tempo con pazienza e perseveranza. E a voi queso fa storcere il naso, siete abituati a ben altri ritmi e a ben altre fatiche. Ma vi prego, sforzatevi, ritornate a scuola, ma a quella vera, quella dei banchi, non quella delle piazze, quella del vero sapere, quella della fatica, quella di libri...quella sana.
c.
...Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem...

LA PRESA AL VARCO .... "EN PASSANT"


Non esistono dei principi assoluti su come giocare le prime mosse di una partita, in linea di principio si possono stabilire delle regole generali, dei criteri di comportamento più o meno coerenti, che però vanno contestualizzati con le mosse di chi hai di fronte naturalmente. C'è la fase dell' apertura, in cui ti trovi davanti tutti i pezzi al loro posto e la base lucida lucida, senza polvere, senza dimenticanza, senza ragnatele, senza nulla in più rispetto ai pezzi che ci devono stare. Poi si inizia il gioco e c'è un momento ben preciso in cui puoi dire "ecco, il gioco inizia.!". E poi c'è il finale....e lì ti chiedi quali saranno i pezzi che resteranno in piedi.
Per comprendere al meglio le "strategie vincenti" è necessario osservare, osservare le varie fasi di una partita. Le prime mosse soprattutto sono fondamentali per tutto il proseguimento del match, compromettere le prima potrebbe voler dire definire l'andamento di tutto il resto... anche perchè non sai quale sarà la mossa del tuo avversario. Così come azzeccare quelle giuste all'inizio, ti dà la possibilità di giocare e di goderti tutti quei bei pezzi lucidi che sono lì perchè tu possa muoverli. E la prima volta può essere pure saggio, anche se ridicolo, appuntarti su di un pezzo di carta tutte le possibili mosse da fare per non farti trovare sprovvisto dal tuo avversario e per non annoiarlo.
Percepisci la tentazione di mantenere una "colonna aperta", sempre libera, perchè sai che questo costituisce un notevole vantaggio specialmente se riesci a dominarla con le tue "torri". Lasciare un "re" al centro, in molti casi può voler dire lasciarlo esposto ad essere attaccato, ecco perchè ti fai furbo e pensi che può essere saggio arroccare il tuo "re" per essere in grado di difenderlo più velocemente...anche se la tua voglia non è quella di sacrificare pezzi per prevenire "l'arrocco" di chi ti sta davanti..Vivi di tattica e così sai cosa fare quando c’è qualcosa da fare e di strategia..così sai cosa fare quando non c’è niente da fare....Ma le tattiche di sfruttamento combinativo di una debolezza, che può essere pure la tua, non ti convincono...almeno non più come prima.
c.