MA L'AMORE PUO' DAVVERO DIVIDERE?
c.
L'ATTESA

L'attesa....che parola ricca, insostenibile e accattivante al tempo stesso. Confesso di fare un pò di fatica ad accoglierla. Si può gustare l'attesa, come un piatto di cui lentamente percepisci i sapori? Quante volte in una giornata attendiamo? Si attende il tram, si attende che il caffè salga su la mattina. Si attende che chi ami che torni presto..Tutto in fondo è un'attesa in cui tutto di te sembra strappato e chiamato in causa. Non si può attendere da passivi...anche se a volte ci si vorrebbe solo addormentare fin tanto che arrivi l'evento che tanto attendiamo.
Eppure, c'è una voglia dentro di noi che, a braccetto con una sottile e sana imprudenza, ci dice che vogliamo essere presenti con tutti noi stessi in questa attesa. Un'intuizione. Che è forse in questa attesa che ci sta il premio più grande, quello che vale, perchè fatto del tuo sacrificio, del tuo lavoro, della tua amorosa pazienza. Una curva pericolosa, semibuia, dissestata, al di là della quale ci sta un paesaggio che i tuoi occhi tanto hanno cercato fino a consumarsi.
L'attesa....Quanta violenza può venir fuori in un'attesa, quanto spesso ci si rende conto amaramente di non essere fatti per questo tempo "fermo" ma gravido. Quanto spesso ci lasciamo andare a sottili accuse, a pretese di compimento verso chi non può dartele. Quanti pugni sul tavolo, quanti dentri stretti, quante gelosie verso qualcuno che sembra già vivere il premio che tu tanto stai attendendo. Stati d'animo. Alterni.Altalenanti. Che si prendono gioco di te e a cui, volutamente, solo poche volte lasci carta bianca. Pensieri. Desideri. Impeti.Tutto racchiude l'attesa. Tutto. Anche la tua voglia di (non) fare.
E' una lotta. L'attesa è un match. Un peso massimo: la tua umanità.E un debuttante pieno di grandi speranze: la vita.
Un match da prima serata. Da tutto esaurito. E quando credi che le tue gambe potrebbero non reggere il confronto e che i pugni non sempre li centri nel punto giusto, ti accorgi che c'è un pubblico che grida, che fa il tifo, che ha scommesso fino all'ultimo risparmio per questo match.
E ti accorgi che forse hai già vinto.
c.
L'attesa....Quanta violenza può venir fuori in un'attesa, quanto spesso ci si rende conto amaramente di non essere fatti per questo tempo "fermo" ma gravido. Quanto spesso ci lasciamo andare a sottili accuse, a pretese di compimento verso chi non può dartele. Quanti pugni sul tavolo, quanti dentri stretti, quante gelosie verso qualcuno che sembra già vivere il premio che tu tanto stai attendendo. Stati d'animo. Alterni.Altalenanti. Che si prendono gioco di te e a cui, volutamente, solo poche volte lasci carta bianca. Pensieri. Desideri. Impeti.Tutto racchiude l'attesa. Tutto. Anche la tua voglia di (non) fare.
E' una lotta. L'attesa è un match. Un peso massimo: la tua umanità.E un debuttante pieno di grandi speranze: la vita.
Un match da prima serata. Da tutto esaurito. E quando credi che le tue gambe potrebbero non reggere il confronto e che i pugni non sempre li centri nel punto giusto, ti accorgi che c'è un pubblico che grida, che fa il tifo, che ha scommesso fino all'ultimo risparmio per questo match.
E ti accorgi che forse hai già vinto.
c.
PRIMA LEZIONE: IL VIOLINO E L'ORCHESTRA.
"Lui, il violino altero e sublime sfugge a quella compagnia che in modo altrettanto sublime sa sempre riprenderlo nella forza di un abbraccio capace di creare, per lui e con lui, un legame leggero ma potente. Legame che solo in un secondo momento potrà esprimersi come realtà pacificante per poi forse essere confermato nella gioia profonda di un'esperienza senza ritorno."
c.
c.
SIETE SOGGETTI SOLO ALLA LEGGE. MAI ALLA MORALE E ALLA GIUSTIZIA VERA.
"Chiuso il secolo dell'ateismo, si apre in Occidente quello del cinismo: un avversario forse meno provocatorio ma più subdolo. "
Vergogna!
Come giurista e come essere umano prendo le distanze, con aria di stizza e uno sdegno non velato, da certi energumeni della materia. Ignoranza latente, onnipotenza e arroganza oltre modo smisurata. Sono soggetti soltanto alla legge. E adesso loro la fanno pure la legge. VERGOGNA.
A tutti coloro che vi chiederanno: ma in Italia si può uccidere senza incorrere nelle norme penali previste dal diritto vigente? Potrete rispondere: da oggi si!
Da oggi in Italia c'è solo da augurarsi di arrivare fino ad una certa età in discrete condizioni di salute, perlomeno tali da conserti di poterti difendere dalle decisioni altrui.
E' giusto? E' sbaglato? Oggi risuonano le grida di guerra. E mentre dai campi opposti volano le accuse, Eluana si accinge a essere staccata dal sondino che la tiene in vita e lasciata morire. Nell’arco di 10-15 giorni. Di fame. Perché anche questo hanno di brutto e di indecente le leggi fatte a mezzo di una sentenza: che sono necessariamente approssimative. Si voleva l’eutanasia. Avremo una lunga agonia: tutto meno che una "dolce morte".
Proprio perché si tratta di una vera e propria condanna a morte in età repubblicana, non solo assistano alcuni testimoni, ma possa essere registrata in video e messa a disposizione di quanti ne facciano richiesta. Come accade nei Paesi che prevedono la pena di morte per i propri cittadini. Così i nostri figli e i nostri nipoti potranno scoprire come un cittadino italiano possa essere condannato da un giudice di uno Stato civile e democratico a morire di fame e di sete”.
VERGOGNA.
c.
Vergogna!
Come giurista e come essere umano prendo le distanze, con aria di stizza e uno sdegno non velato, da certi energumeni della materia. Ignoranza latente, onnipotenza e arroganza oltre modo smisurata. Sono soggetti soltanto alla legge. E adesso loro la fanno pure la legge. VERGOGNA.
A tutti coloro che vi chiederanno: ma in Italia si può uccidere senza incorrere nelle norme penali previste dal diritto vigente? Potrete rispondere: da oggi si!
Da oggi in Italia c'è solo da augurarsi di arrivare fino ad una certa età in discrete condizioni di salute, perlomeno tali da conserti di poterti difendere dalle decisioni altrui.
E' giusto? E' sbaglato? Oggi risuonano le grida di guerra. E mentre dai campi opposti volano le accuse, Eluana si accinge a essere staccata dal sondino che la tiene in vita e lasciata morire. Nell’arco di 10-15 giorni. Di fame. Perché anche questo hanno di brutto e di indecente le leggi fatte a mezzo di una sentenza: che sono necessariamente approssimative. Si voleva l’eutanasia. Avremo una lunga agonia: tutto meno che una "dolce morte".
Proprio perché si tratta di una vera e propria condanna a morte in età repubblicana, non solo assistano alcuni testimoni, ma possa essere registrata in video e messa a disposizione di quanti ne facciano richiesta. Come accade nei Paesi che prevedono la pena di morte per i propri cittadini. Così i nostri figli e i nostri nipoti potranno scoprire come un cittadino italiano possa essere condannato da un giudice di uno Stato civile e democratico a morire di fame e di sete”.
VERGOGNA.
c.
MAESTRI D IDIOZIE
Quando si dice “non sanno quello che fanno” non si serve un luogo comune, bensì una foto di gruppo. Un gruppo di persone irresponsabili (professori e studenti) impegnati a protestare nel modo più sgangherato e indegno, addirittura trascinando in manifestazioni chiassose i bambini delle elementari innocenti per definizione, quindi da rispettare e non da violare con cinismo.
E, tra un lancio di uova, qualche sputo alla polizia e una trenitna di contusi, le proteste sfociano in scioperi generali della scuola, organizzati da sindacati che confermano, nella circostanza, di essere fuori dalla realtà e di non averla (forse) mai compresa. I sindacati.. già...organismi che nascono al fine esclusivo di incattivire la gente, di strumentalizzarla per scopi meschini legati ad una squallida poltrona. Oragnismi che aizzano, inferociscono e mandano al macello agnelli sacrificali. Organismi che poi magicamente si dileguano proprio in un momento preciso....al 27 del mese, quando la triste realtà di una busta paga defraudata dice di una stupidità messa in atto e lascia quell'amaro in bocca di chi è stato tradito ed usato.
Della scuola non gliene frega niente a nessuno, e gli studenti che si sono fatti infinocchiare e stanno blloccando le lezioni per far cartelli colorati non l'hanno ancora capito. Sono burattini, e ne vanno fieri. Cosa non si farebbe, pur di bigiare le lezioni. Non l'ha capito nemmeno Veltroni, o forse fa finta di non capire: ma sta rischiando grosso. La piazza non è cosa sua, non la controlla, è cosa da sinistra estrema che, non avendo più voce in capitolo in parlamento, la voce prova ad alzarla nelle piazze. Rischia che qui fanno la festa pure a lui. Forse è il caso che il Pd si rimetta dalla sbornia dei milioni in piazza, (brutta figura quella dei due milioni al Circo Massimo...brutta, brutta figura se si pensa che il Circo Massimo ne contiene al massimo 250.000!!!) e rifletta sul futuro. Della scuola, del suo, dell'Italia intera.
E per favore, studenti e insegnanti (per quei pochi, molto pochi, che ancora oggi sono definibili come tali), posate i pennarelli, metteti giù i cartelloni, riponete i vosri fischietti e coriandoli e riprendete a fatica una buona e sana abitudine: tornate a fare la scuola. Sarà difficile, certe abitudini per diventare virtù vanno esercitate nel tempo con pazienza e perseveranza. E a voi queso fa storcere il naso, siete abituati a ben altri ritmi e a ben altre fatiche. Ma vi prego, sforzatevi, ritornate a scuola, ma a quella vera, quella dei banchi, non quella delle piazze, quella del vero sapere, quella della fatica, quella di libri...quella sana.
c.
E, tra un lancio di uova, qualche sputo alla polizia e una trenitna di contusi, le proteste sfociano in scioperi generali della scuola, organizzati da sindacati che confermano, nella circostanza, di essere fuori dalla realtà e di non averla (forse) mai compresa. I sindacati.. già...organismi che nascono al fine esclusivo di incattivire la gente, di strumentalizzarla per scopi meschini legati ad una squallida poltrona. Oragnismi che aizzano, inferociscono e mandano al macello agnelli sacrificali. Organismi che poi magicamente si dileguano proprio in un momento preciso....al 27 del mese, quando la triste realtà di una busta paga defraudata dice di una stupidità messa in atto e lascia quell'amaro in bocca di chi è stato tradito ed usato.
Della scuola non gliene frega niente a nessuno, e gli studenti che si sono fatti infinocchiare e stanno blloccando le lezioni per far cartelli colorati non l'hanno ancora capito. Sono burattini, e ne vanno fieri. Cosa non si farebbe, pur di bigiare le lezioni. Non l'ha capito nemmeno Veltroni, o forse fa finta di non capire: ma sta rischiando grosso. La piazza non è cosa sua, non la controlla, è cosa da sinistra estrema che, non avendo più voce in capitolo in parlamento, la voce prova ad alzarla nelle piazze. Rischia che qui fanno la festa pure a lui. Forse è il caso che il Pd si rimetta dalla sbornia dei milioni in piazza, (brutta figura quella dei due milioni al Circo Massimo...brutta, brutta figura se si pensa che il Circo Massimo ne contiene al massimo 250.000!!!) e rifletta sul futuro. Della scuola, del suo, dell'Italia intera.
E per favore, studenti e insegnanti (per quei pochi, molto pochi, che ancora oggi sono definibili come tali), posate i pennarelli, metteti giù i cartelloni, riponete i vosri fischietti e coriandoli e riprendete a fatica una buona e sana abitudine: tornate a fare la scuola. Sarà difficile, certe abitudini per diventare virtù vanno esercitate nel tempo con pazienza e perseveranza. E a voi queso fa storcere il naso, siete abituati a ben altri ritmi e a ben altre fatiche. Ma vi prego, sforzatevi, ritornate a scuola, ma a quella vera, quella dei banchi, non quella delle piazze, quella del vero sapere, quella della fatica, quella di libri...quella sana.
c.
LA PRESA AL VARCO .... "EN PASSANT"

Non esistono dei principi assoluti su come giocare le prime mosse di una partita, in linea di principio si possono stabilire delle regole generali, dei criteri di comportamento più o meno coerenti, che però vanno contestualizzati con le mosse di chi hai di fronte naturalmente. C'è la fase dell' apertura, in cui ti trovi davanti tutti i pezzi al loro posto e la base lucida lucida, senza polvere, senza dimenticanza, senza ragnatele, senza nulla in più rispetto ai pezzi che ci devono stare. Poi si inizia il gioco e c'è un momento ben preciso in cui puoi dire "ecco, il gioco inizia.!". E poi c'è il finale....e lì ti chiedi quali saranno i pezzi che resteranno in piedi.
Per comprendere al meglio le "strategie vincenti" è necessario osservare, osservare le varie fasi di una partita. Le prime mosse soprattutto sono fondamentali per tutto il proseguimento del match, compromettere le prima potrebbe voler dire definire l'andamento di tutto il resto... anche perchè non sai quale sarà la mossa del tuo avversario. Così come azzeccare quelle giuste all'inizio, ti dà la possibilità di giocare e di goderti tutti quei bei pezzi lucidi che sono lì perchè tu possa muoverli. E la prima volta può essere pure saggio, anche se ridicolo, appuntarti su di un pezzo di carta tutte le possibili mosse da fare per non farti trovare sprovvisto dal tuo avversario e per non annoiarlo.
Per comprendere al meglio le "strategie vincenti" è necessario osservare, osservare le varie fasi di una partita. Le prime mosse soprattutto sono fondamentali per tutto il proseguimento del match, compromettere le prima potrebbe voler dire definire l'andamento di tutto il resto... anche perchè non sai quale sarà la mossa del tuo avversario. Così come azzeccare quelle giuste all'inizio, ti dà la possibilità di giocare e di goderti tutti quei bei pezzi lucidi che sono lì perchè tu possa muoverli. E la prima volta può essere pure saggio, anche se ridicolo, appuntarti su di un pezzo di carta tutte le possibili mosse da fare per non farti trovare sprovvisto dal tuo avversario e per non annoiarlo.
Percepisci la tentazione di mantenere una "colonna aperta", sempre libera, perchè sai che questo costituisce un notevole vantaggio specialmente se riesci a dominarla con le tue "torri". Lasciare un "re" al centro, in molti casi può voler dire lasciarlo esposto ad essere attaccato, ecco perchè ti fai furbo e pensi che può essere saggio arroccare il tuo "re" per essere in grado di difenderlo più velocemente...anche se la tua voglia non è quella di sacrificare pezzi per prevenire "l'arrocco" di chi ti sta davanti..Vivi di tattica e così sai cosa fare quando c’è qualcosa da fare e di strategia..così sai cosa fare quando non c’è niente da fare....Ma le tattiche di sfruttamento combinativo di una debolezza, che può essere pure la tua, non ti convincono...almeno non più come prima.
c.L. ....S. per pochi !!!!!
Alcune volte vivamo delle circostanze di cui comprendiamo immediatamente la profondità, 
l'anticamera, il significato nascosto e le metabolizziamo lentamente...ci serve del tempo e soprattutto un'ottima dose di pazienza, perchè si tratta spesso di cose che, all'istante, non bene digeriamo. Poi in un tratto c'è chi, in un solo momento, ne coglie tutto il contenuto e lo rende più chiaro a noi stessi. Anzi, di più! Ci permette di amarle perchè diciamo tra noi stessi " se le ha viste pure lui, allora sono vere, allora sono evidenti...mi posso fidare!" Oltre ad essere una questione di "genialità", questa finezza del particolare si acquista con l'esperienza, con il proprio vissuto.
A proposito di vissuto.... Esso spesso ha bastonato e ha costretto a parare le gengive dai colpi. Ma poi dopo tanta penombra, dopo tanti colori sbiaditi ma mai spariti del tutto, un "biondo" raggio di luce restituisce quel viso bellissimo di sempre, quel sorriso e quella trepidazione. "Cavolo...succede". E quando succede, chi sta a guardare si ritrova commosso, per l'accadere delle cose nella vita delle persone che amiamo, senza che nessuno ci abbiamo messo qualcosa di suo. E si scopre che la paura che sembrava avesse determinato ogni mossa, oggi fa spazio ad una soave speranza e ad una godibilissima voglia di ricominciare.
c.

l'anticamera, il significato nascosto e le metabolizziamo lentamente...ci serve del tempo e soprattutto un'ottima dose di pazienza, perchè si tratta spesso di cose che, all'istante, non bene digeriamo. Poi in un tratto c'è chi, in un solo momento, ne coglie tutto il contenuto e lo rende più chiaro a noi stessi. Anzi, di più! Ci permette di amarle perchè diciamo tra noi stessi " se le ha viste pure lui, allora sono vere, allora sono evidenti...mi posso fidare!" Oltre ad essere una questione di "genialità", questa finezza del particolare si acquista con l'esperienza, con il proprio vissuto.
A proposito di vissuto.... Esso spesso ha bastonato e ha costretto a parare le gengive dai colpi. Ma poi dopo tanta penombra, dopo tanti colori sbiaditi ma mai spariti del tutto, un "biondo" raggio di luce restituisce quel viso bellissimo di sempre, quel sorriso e quella trepidazione. "Cavolo...succede". E quando succede, chi sta a guardare si ritrova commosso, per l'accadere delle cose nella vita delle persone che amiamo, senza che nessuno ci abbiamo messo qualcosa di suo. E si scopre che la paura che sembrava avesse determinato ogni mossa, oggi fa spazio ad una soave speranza e ad una godibilissima voglia di ricominciare.
c.
SINUSOIDE

Periodo di pausa..... troppi eventi, tanti pensieri, infiniti vuoti e riempimenti tutti in una volta, troppe resettazioni d'animo, il cestino aperto e la mia mano sempre pronta a ripescare le carte appena accartocciate, volti che si avvicendano, sorrisi che si spengono, rabbia che monta, fiumi di gratitudine che colano da ogni lato....scale di valori, gradini rotti in cui inciampi, mete troppo lontane altre insopportabilmente vicine, un "incontriamoci" che salta perchè intuisci che questa è l'occasione concreta per imparare ad amare il tuo destino. La difficile convivenza con questo destino che delle volte sembra il tuo peggior nemico che vuole solo segarti.
Ma un' anima quanto può contenere? Io ho bisogno di una memory card...
c.
ANIMALETTI IN CATTIVITA'.

Gli animaletti in cattività vivono quasi sempre fuori dal "branco", anche perchè il branco delle volte è banale e loro non lo sono. E da questa banalità vogliono distaccarsi, anche a costo di perdere il prezioso e il bello che ogni branco nasconde.
Gli animaletti in cattività appartengono ad una "branca" molto particolare: sono di quelli che non puoi trattare come tutti, che devi saper prendere con il loro verso, che se esageri ti pungono e ti fanno pure male, ma mai con intenzioni cattive.
E all'inizio li definisci, sai a quale tipologia appartengono, ne conosci le risapute caratteristiche e giureresti di avere anche l'antidoto per acchiapparli evitando di farti punzecchiare. E magari ti affanni pure a trovargli una gabbietta dove metterli dentro perchè -tu pensi- lì dentro starebbero senz'altro meglio. E invece, li perdi clamorosamente.
Poi, passa un attimo, accade un episodio che non deve avere necessariamente le dimensioni dell'eclatante, che può essere piccolo piccolo come...un "ago" e ti rendi conto che quella cattività è amabilissima. Che c'è una polpa gustosissima e dolcissima che è abbracciata da quella scorza così ruvida che avresti subito sbucciato e buttato via. E scopri che bella che è la sostanza, che bello è essere stupiti e smentiti. Scopri che oltre te, c'è sempre una possibilità in più, ci sono adesso due centesimi sul piatto: uno che è quello che avevi scommesso, l'altro che è già la tua vittoria.
ti voglio bene.
c.
SOGNO....INCUBO AZZURRO
donadoni, l'impresa edile ti aspetta...
siamo tutti con te.
ps: ma perchè non mi chiamavi che lo tiravo io il rigore?
c.
siamo tutti con te.
ps: ma perchè non mi chiamavi che lo tiravo io il rigore?
c.
C'E' UN SOLO PIACERE, QUELLO DI ESSERE VIVI, TUTTO IL RESTO E' MISERIA
Vi risparmio l'elenco ma negli ultimi giorni mi sono state servite su un vassoio d'argento una serie di circostanze e di fatti che mi hanno scartavetrato.
E' mia la grande stanchezza che delle volte si sperimenta in certe occasioni. E' mia la difficoltà a gestire alcuni rapporti che vanno un pò limati. E' mio il non dormire per aluni affetti, è mia la sofferenza indicibile e lancinante per tutte le volte in cui vorresti che le persone che ami ti rispondano in un certo modo. Sono mie le passioni sulla cui origine ci inganniamo e che poi sono quelle che ci dominano più fortemente. Sono anche i miei gli occhi che cercano chissà che.. è mia l'incapacità di stare in silenzio con me stessa e di stringere la mano a ciò che ho dentro e che sono davvero. E' mia quella noia che mi rende incapace di godere. . E' mio il veleno che lasciano certi pensieri, è mia la desolazione per certe risposte e sono mie le frasi "ma perchè è così, perchè questo che ho dentro non può essere compiuto e devo stare come un cane?"...Poi mi fermo e mi dico: "Ma davvero se avessi un rapporto molto più stringente e praticamente completo e affettivamente impeccabile io non sentirei questo buco dentro?" ...e la risata liberatoria che ci faccio sopra pochi istanti dopo grida la risposta. Dialoghi silenzi chiacchierate..in questa settimana sono accadute davvere tante cose con un unico denominatore: ma che cos'è la felicità? e soprattutto ci interessa la felicità o molto di più chi può darcela?
c.
IL MIO ALTEREGO

"La soluzione migliore, dice il mio legale, sarebbe compensare le spese per pubblico villipendio aggravato da futili motivi da parte tua e ostentato mutismo e corrosiva acidità, (con medesima aggravante) da parte mia. Comunque, gravando su di me la colpa, propongo transazione enogastronomica a tua scelta e a mia discolpa.".... (il tuo sms dopo il nostro litigio di oggi)
Ho scoperto che certe cose non le comprendi concettualmente ma nell'esperienza..."Alterego"...ma come avrei fatto a comprendere questa parola se non ci fossi stata tu? Sei in carne ed ossa quello che sarebbe rimasto un concetto lontano, astratto e poco interessante: il mio alterego...un'altra me.
Ecco, il mio alterego è un genio...Già un sms così parla di un genio!! Dire una cosa semplice in una forma così bella: si, sei un genio. E penso che sei il primo alterego che si può invidiare senza doversi preoccupare di invidiare se stessi (poi per me non è mai stato un problema!!).
Tu sei un puzzle: un puzzle che mi è stato regalato circa 8 anni fa. Ho aperto la scatola e ho messso la testa dentro: quanti pezzi, quanti colori confusi...Di anno in anno i pezzi hanno iniziato ad assemblarsi tra di loro e come in puzzle ho visto comparire le prime figure, i colori hanno incominciato a coordinarsi tra di loro e a seguire una logica e una sequenza armonica...e ho scovato delle belle immagini che non avrei mai sognato di intravedere in quella cozzaglia di pezzi sparsi... E più vado avanti e più mi viene voglia di continuare per sapere quali altre figure ci sono in quel puzzle. Le prime incominciano a distinguersi, vedi delle mani su di un piano e così non te le saresti mai immaginate, vedi la passione vera per certe cose che ti commuove, vedi la DISPONIBILITA' che non avresti mai preventivato, la capacità di puntare su qualcosa che non scivola completamente liscia per il resto del mondo... E vedi che i pezzi nella scatola diminuiscono perchè prendono forma senza che tu lo avessi progettato, così, improvvisamente...
E non vedi l'ora di finirlo quel puzzle perchè quella bella immagine completa te la vuoi godere tutta.
QUANDO TI FINISCO TI APPENDO.
c.
A mio fratello.
"..... Sai la gente è matta forse troppo insoddisfatta, segue il mondo ciecamente quando la moda cambia lei pure cambia, continuamente, scioccamente...
Sai la gente è strana prima si odia e poi si ama, cambia idea improvvisamente, prima la verità poi mentirà, senza serietà, come fosse niente.
Sai la gente è sola, come può lei si consola. Per non far sì che la mia mente si perda in congetture, in paure inutilmente e poi per niente... Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo, un punto sei che non ruota mai intorno a me, un sole che splende per me soltanto, come un diamante in mezzo al cuore...Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo; non cambierai....dimmi che per sempre sarai sincero e che mi amerai davvero, di più, di più, di più..."
Sono sempre stata dell'avviso che l'esperienza più bella è più vera che si potesse fare era quella di scoprire di essere voluti bene in modo ineguagliabile da qualcuno...Oggi scopro che, esperienza ancor più meravigliosa, è riuscire, tu, a voler bene qualcuno che non ruota attorno a te, ma che è un punto che splende PER TUTTI, per il mondo. Vedere la sua bellezza e renderti conto che non è lì solo per te, ma è per fare luce a tutti. Un'esperienza che forse si ha pure paura di fare dato il desiderio di esclusività che troppo spesso condanna i nostri affetti e dato anche che, troppo spesso, ci dicono che è bello è vero solo se "tutto ruota intorno a te".
Nel senso meno consueto del termine, potresti possedere qualcosa e percepire anche che non la perderai mai, anche se non ne trattieni tutta la grandezza, anche se è tremendamente difficile non pestare i piedi alla libertà (anche quando, porca miseria, senti di avere ragione), anche se la vita potrà chiederti, tra breve, un "capitale" distacco materiale che senti pesare su di te come un macigno pesantissimo, anche se pensi che a volte si sarebbe potuto fare "di più" o perlomeno in modo diverso...
"Tutto passa" diceva Eraclito. Tutto, il trascorrere ordinario, la quotidianeità a volte insopportabile delle cose, la falsa apparenza in cui spesso condanniamo immotivatamente la nostra esistenza, ci fanno abboccare a questo antico e "saggio"modo di dire...: in fondo che tutto passa è un'esperienza che delle volte vogliamo passivamente sopportare come un fardello troppo pesante, quasi come se fosse un passaggio obbligato in cui non ci è dato modo di sterzare....e altre volte, noi stessi, inerti, lasciamo che passi qualcosa che avremmo giurato di trattenere per tutta la vita, e questo solo per essere precipitati nel vuoto della banalità e dell'abitudine stanca, ripetendoci in una sorta di autoconvincimento che è difficle che le cose durino per sempre.
Quando ti trovi davanti qualcuno che, con tutto quello che è, ti grida che questo è falso, ti senti rinato. Ma rinasci ogni istante, non solo perchè ti fidi di lui che te lo dice, ma perchè ti redi conto che se gli puoi credere è perchè ne stai facendo esperienza sulla tua pelle. Non passa tutto! Tu non passi. La verità non passa. C'è Qualcuno che mi ha promesso che le cose che amo non si perdono e trovare dei volti, dei cuori, che me lo testimoniano è l'esperienza più vera che la mia persona potesse mai fare. E' la cosa di cui credo di avere più bisogno in assoluto.
Ti devo troppo.
A SEMPRE.
c.
Sai la gente è strana prima si odia e poi si ama, cambia idea improvvisamente, prima la verità poi mentirà, senza serietà, come fosse niente.
Sai la gente è sola, come può lei si consola. Per non far sì che la mia mente si perda in congetture, in paure inutilmente e poi per niente... Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo, un punto sei che non ruota mai intorno a me, un sole che splende per me soltanto, come un diamante in mezzo al cuore...Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo; non cambierai....dimmi che per sempre sarai sincero e che mi amerai davvero, di più, di più, di più..."
Sono sempre stata dell'avviso che l'esperienza più bella è più vera che si potesse fare era quella di scoprire di essere voluti bene in modo ineguagliabile da qualcuno...Oggi scopro che, esperienza ancor più meravigliosa, è riuscire, tu, a voler bene qualcuno che non ruota attorno a te, ma che è un punto che splende PER TUTTI, per il mondo. Vedere la sua bellezza e renderti conto che non è lì solo per te, ma è per fare luce a tutti. Un'esperienza che forse si ha pure paura di fare dato il desiderio di esclusività che troppo spesso condanna i nostri affetti e dato anche che, troppo spesso, ci dicono che è bello è vero solo se "tutto ruota intorno a te".
Nel senso meno consueto del termine, potresti possedere qualcosa e percepire anche che non la perderai mai, anche se non ne trattieni tutta la grandezza, anche se è tremendamente difficile non pestare i piedi alla libertà (anche quando, porca miseria, senti di avere ragione), anche se la vita potrà chiederti, tra breve, un "capitale" distacco materiale che senti pesare su di te come un macigno pesantissimo, anche se pensi che a volte si sarebbe potuto fare "di più" o perlomeno in modo diverso...
"Tutto passa" diceva Eraclito. Tutto, il trascorrere ordinario, la quotidianeità a volte insopportabile delle cose, la falsa apparenza in cui spesso condanniamo immotivatamente la nostra esistenza, ci fanno abboccare a questo antico e "saggio"modo di dire...: in fondo che tutto passa è un'esperienza che delle volte vogliamo passivamente sopportare come un fardello troppo pesante, quasi come se fosse un passaggio obbligato in cui non ci è dato modo di sterzare....e altre volte, noi stessi, inerti, lasciamo che passi qualcosa che avremmo giurato di trattenere per tutta la vita, e questo solo per essere precipitati nel vuoto della banalità e dell'abitudine stanca, ripetendoci in una sorta di autoconvincimento che è difficle che le cose durino per sempre.
Quando ti trovi davanti qualcuno che, con tutto quello che è, ti grida che questo è falso, ti senti rinato. Ma rinasci ogni istante, non solo perchè ti fidi di lui che te lo dice, ma perchè ti redi conto che se gli puoi credere è perchè ne stai facendo esperienza sulla tua pelle. Non passa tutto! Tu non passi. La verità non passa. C'è Qualcuno che mi ha promesso che le cose che amo non si perdono e trovare dei volti, dei cuori, che me lo testimoniano è l'esperienza più vera che la mia persona potesse mai fare. E' la cosa di cui credo di avere più bisogno in assoluto.
Ti devo troppo.
A SEMPRE.
c.
RISVEGLI...
Scrivere su dei fogli può placare l'ansia che a volte ci prende, quella inquietudine che ci scuote rovinosamente e senza pace? La serenità a volte non è che un desiderio flebile e lontano, forse veramente sereni non lo siamo mai stati. Ma noi, "anime dannate", alla ricerca costante della nostra essenza, che tranquillità pretendiamo? E forse neanche la vorremmo pienamente. A volte si vorrebbe solo capire perchè escono alla luce del sole tutti i nostri turbamenti, le nostre debolezze, perchè proprio adesso - ti chiedi ad un certo punto-??? E vorresti non averne, ma sai che sono proprio essi che ti gridano, sornioni, che sei vivo, che non sei un pezzo di carne inerte e inutile. Sono proprio essi che ti fanno guardare con distanza e orrore alla triste materialità, alle vuote chiacchere, ad "io" sempre troppo impersonale che non vorresti mai sia il tuo, alla banalità, alle sciocchezze e medietà...
E tutto quello che cerchiamo è un'anima che non si arrende di fronte a nostri mille NO, di fronte alla nostra sana follia, alla nostra instabilità ed inquietudine, al nostro essere incazzati.
c.
E tutto quello che cerchiamo è un'anima che non si arrende di fronte a nostri mille NO, di fronte alla nostra sana follia, alla nostra instabilità ed inquietudine, al nostro essere incazzati.
c.
a volte definire vuol dire limitare

Le "involuzioni",apparentemente negative e cariche di significati neri e scuri, possono d’un tratto diventare evoluzioni, e le situazioni più drammatiche possono spogliarsi di tutti i panni sporchi per vestirne di altri, più colorati e profumati. Tante cose cambiano intorno, si modificano, si plasmano, si sformano...come scrive la Némirovsky "Gli eventi gravi, fasti o nefasti che siano, non cambiano la natura dell’uomo ma permettono di definirla meglio, così come un colpo di vento, spostando all’improvviso le foglie morte, rivela la forma di un albero; mettono in luce quello che era rimasto in ombra; danno allo spirito l’inclinazione che da lì in avanti lo caratterizzerà".
sono tornata.
c.
il tempo non passa mai invano, diceva qualcuno
ogni tanto c'è anche bisogno di alcune sane pause di riflessione...
riempiamoci di silenzio.
c.
arduo arrivare alla fine senza mollare prima..
"ogni volere scaturisce dal bisogno, ossia da mancanza, ossia da sofferenza. A questa dà fine l'appagamento; tuttavia per un desiderio che venga appagato, ne rimangono almeno dieci insoddisfatti; inoltre la brama dura a lungo, le esigenze vanno all'infinito; l'appagamento è breve e misurato con mano avara.
Anzi la stessa soddisfazione finale è solo apparente: il desiderio appagato dà tosto luogo ad un desiderio nuovo: quello è un errore riconosciuto, questo è un errore non conosciuto ancora. Nessun oggetto del volere, una volta conseguito può dare appagamento durevole...bensì rassomiglia soltanto all'elemosina la quale gettata al mendico prolunga oggi la sua vita, per continuare domani il suo tormento..."
Sto leggendo Arthur Schopenhauer, in particolare un suo scritto intitolato "Sulla quadruplice radice del principio di ragione sufficiente" e sono felice di sorprendere in me , pagina dopo pagina, una fiera distanza da questo scritto...già il titolo è una scommessa...quella che vinco se lo finisco!!
Ps: ma quanto ci vuole a smontare un super-uomo? un solo istante....
c.
Anzi la stessa soddisfazione finale è solo apparente: il desiderio appagato dà tosto luogo ad un desiderio nuovo: quello è un errore riconosciuto, questo è un errore non conosciuto ancora. Nessun oggetto del volere, una volta conseguito può dare appagamento durevole...bensì rassomiglia soltanto all'elemosina la quale gettata al mendico prolunga oggi la sua vita, per continuare domani il suo tormento..."
Sto leggendo Arthur Schopenhauer, in particolare un suo scritto intitolato "Sulla quadruplice radice del principio di ragione sufficiente" e sono felice di sorprendere in me , pagina dopo pagina, una fiera distanza da questo scritto...già il titolo è una scommessa...quella che vinco se lo finisco!!
Ps: ma quanto ci vuole a smontare un super-uomo? un solo istante....
c.
"AMATE LA VERITA' PIU' DI VOI STESSI"...ma vale anche a Firenze?
Dalla corte di Federico II di Svevia
la prima forma di lingua nazionale.
Le origini della lingua italiana.
La lingua italiana ha le sue radici in Sicilia. Prima che il volgare fiorentino fosse consacrato idioma nazionale, promosso dall’Alighieri, l’Imperatore Federico II di Svevia, sovrano illuminato di tutto il Sud Italia, all’alba del XIII secolo promosse a Palermo una sorta di Accademia, in cui tutti i letterati del tempo, sia cristiani, sia musulmani, si riunivano per dare vita a quel centro linguistico, poetico che pose le basi della “Scuola Siciliana”. La caratteristica di questa nuova letteratura era quella di voler riunire in un solo idioma le peculiarità delle culture europea e araba. Nota è, infatti, la poesia degli arabi siciliani, di cui mi piace ricordare il nome di Al Butiri (infatti, nativo di Bufera), una forma di letteratura già presente nell’isola nel VII secolo. Federico promosse le attività culturali più varie, l’arte, la scienza, la diplomazia e l’amicizia tra i popoli (nota è la sua devota amicizia, ricambiata, nei riguardi di un sovrano islamico), tanto che fu appellato “Stupor Mundi”. Ma allora pèrchè questa prima lingua codificata (il siciliano) non fu scelta come lingua nazionale? I motivi sono sostanzialmente due, il primo è riconducibile a una cieca critica letteraria che afferma che la Poesia Siciliana segue sempre lo stesso tema: l’amore; ma il vero motivo è di natura politica, quando la Firenze del 1300 dettava legge, poiché città all’avanguardia. Ad ogni modo, rimangono i versi dei grandi Ciullo d’Alcamo, Iacopo da Lentini, Guido delle Colonne, ecc. a testimoniare che, ben prima del toscano, il siciliano era già una lingua riconosciuta in Europa, in Terra Santa e nel Nord Africa.
La lingua italiana ha le sue radici in Sicilia. Prima che il volgare fiorentino fosse consacrato idioma nazionale, promosso dall’Alighieri, l’Imperatore Federico II di Svevia, sovrano illuminato di tutto il Sud Italia, all’alba del XIII secolo promosse a Palermo una sorta di Accademia, in cui tutti i letterati del tempo, sia cristiani, sia musulmani, si riunivano per dare vita a quel centro linguistico, poetico che pose le basi della “Scuola Siciliana”. La caratteristica di questa nuova letteratura era quella di voler riunire in un solo idioma le peculiarità delle culture europea e araba. Nota è, infatti, la poesia degli arabi siciliani, di cui mi piace ricordare il nome di Al Butiri (infatti, nativo di Bufera), una forma di letteratura già presente nell’isola nel VII secolo. Federico promosse le attività culturali più varie, l’arte, la scienza, la diplomazia e l’amicizia tra i popoli (nota è la sua devota amicizia, ricambiata, nei riguardi di un sovrano islamico), tanto che fu appellato “Stupor Mundi”. Ma allora pèrchè questa prima lingua codificata (il siciliano) non fu scelta come lingua nazionale? I motivi sono sostanzialmente due, il primo è riconducibile a una cieca critica letteraria che afferma che la Poesia Siciliana segue sempre lo stesso tema: l’amore; ma il vero motivo è di natura politica, quando la Firenze del 1300 dettava legge, poiché città all’avanguardia. Ad ogni modo, rimangono i versi dei grandi Ciullo d’Alcamo, Iacopo da Lentini, Guido delle Colonne, ecc. a testimoniare che, ben prima del toscano, il siciliano era già una lingua riconosciuta in Europa, in Terra Santa e nel Nord Africa.
pensandoci....
Quei momenti della vita in cui tutto può prendere una piega oppure un'altra e decidono tutto, o quasi.
Quel momento...che non sai ancora bene quanto dipenda da te o dal destino.
La vita chiede: è sicuro?
L'opportunità chiede: è conveniente?
La vana gloria chiede: è popolare?
Ma la coscienza chiede: è giusto?
E arriva sempre un momento nella vita in cui bisogna prendere una decisione che non è nè sicura, nè conveniente, nè popolare solo perchè la coscienza dice che è quella giusta.
c.
Quel momento...che non sai ancora bene quanto dipenda da te o dal destino.
La vita chiede: è sicuro?
L'opportunità chiede: è conveniente?
La vana gloria chiede: è popolare?
Ma la coscienza chiede: è giusto?
E arriva sempre un momento nella vita in cui bisogna prendere una decisione che non è nè sicura, nè conveniente, nè popolare solo perchè la coscienza dice che è quella giusta.
c.
"161" significati della parola "Liberazione"...
"Liberazione"
Atto, effetto del liberare. Sollievo da uno stato di oppressione. Emancipazione da una sottomissione. Rilascio. Scarcerazione da arresto. Conforto. Sollievo da oppressione. Inglese: sf. release, liberation, freeing. Etimologia: lat. liberatio,-onis.
c.
chi di magistrato fersice, di magistrato perisce....

Clementone, Clementone....ti chiamo così, in quanto questo simpatico nomignolo favorisce la rima con un'altra parola che mai come a te è attribuibile...
Un "ministro" di inconsueta ed ordinaria follia che, forse ingenuamente, ha voluto far riassaporare a tutti noi quell'antico sapore della "grazia" insita nella giustizia con la storia dell'indultino (eh già....la grazia... forse da troppi pochi sentita come un valore, se hanno pensato pure di non menzionarla nella definizione del ministero) ...Apprezzabile da parte tua, non fosse altro per lo "spirito" (un tantino evaporato) cristiano che ti ha mosso...Ma come ogni cosa fatta al solo scopo di contrastare alla radice qualcosa di altro, è destinata solo a fallire.
A tal proposito, guardo con molta "compassione" (nel senso assolutamente letterale del termine, senza nessuna velata ironia) alla tua misera persecuzione giudiziaria che ha coinvolto, come in tutti i casi da copione che si rispettino nella nostra ridente Italia, tutta la tua famiglia.
Non c'è dubbio, Clementone: sono assolutamente certa che le accuse montate dai nostri amiconi magistrati (e devo dire con una cura dei particolari invidiabile) sono infondate e per certi versi suscitano solo il sorriso amaro in chi guarda con una fiducia ormai quasi del tutto sopita a questa "magistratura" (però almeno a te non è stato contestato il reato di aver raccomandato delle gnocche alla RAI... a quel primato non hai modo di arrivare, ma solo perchè a te le gnocche non ti filano!) Questa magistratura....che con armi e bastoni fa del suo cavallo di battaglia contro di te il suo rancore e la sua, ancora troppo poco sazia, voglia di vendicare il battagliero De Magistris e Donna Forleo, poveri agnelli sacrificali di un sistema che non li ha voluti più, dopo averceli a forza rifilati, senza che nessuno di noi lo avesse mai chiesto.
Chi di magistrato ferisce, di magistrato persice....E' proprio così, Clementone. Hai ferito tutti NOI, giuristi e non, con la tua bella riforma sulla giustizia che ha cancellato, come farebbe un pennello su una parete, una riforma che forse del buono aveva e che non era di certo fondata su "Castelli" di sabbia.....Le separazioni delle funzioni ti sembravano forse troppo offensive per gli amici intoccabili? Le procedure disciplinari? Un affronto portato avanti da alcuni arroganti, che andava rimosso! Le regole sulle selezioni e formazioni dei magistrati? Non hai ritenuto opportuno mantenerle...In fondo la giustizia oggi, anche per causa tua, è guidata da una masnada di pecore che non è neppure in grado di riempire i 350 posti utili per il concorso a loro dedicato....e pensare che ad ogni concorso se ne presentano 40.000 mila, a cui i congiuntivi sbagliati e gli aberranti errori grammaticali, poi segano le gambe...per fortuna prima che pensino loro a segare la vita alla povera gente.
Ancora mi chiedo perchè li hai tanto privilegiati, Clementone....E chissà se adesso tornando indietro opereresti in modo diverso.
Io penso di si e tu pure.
(MA NON DICIAMOLO A NESSUNO.)
Infine mi sento di ringraziarti, la prima volta in quasi due anni (e credo l'ultima, anche se ti lascio il beneficio del dubbio): di cazzata in cazzata una buona l'hai fatta finalmente.
SE DA GIOVEDI' POMERIGGIO SAREMO TUTTI LIBERI...la "fiducia" stavolta te la dò io!
c.

"Ieri soffiava un vento conosciuto, un vento che avevo già incontrato. Camminavo nel vento a passi decisi, rapidi come tutte le mattine eppure avevo voglia di ritrovarmi nel letto e di distendermi immobile, senza pensieri e senza desideri, di restare sdraiato fino al momento in cui avrei sentito avvicinarsi quella cosa, che non è voce, non è gusto nè odore, solo un ricordo vaghissimo venuto oltre i limiti della memoria"
("Brucio nel vento", Silvio Soldini, 2002)
Sono le 23.33 di venerdì sera...ho appena finito di vedere "brucio nel vento"...film che avevo tra le mani da qualche giorno e che, non a caso, questa sera ho deciso di vedere...è un film per certi versi struggente, un film che dice di un incontro e di una vita che può cambiare successivamente ad esso. Mi ha colpito...Grazie alla persona per la quale l'ho visto...
c.
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