LA VITA E' IL PIU' BEL ROMANZO MAI SCRITTO.



L'autrice - sconosciuta ai molti - si fa leggere...

" Allora, l'hai rivista? Com'era? Immagino che l'hai aspettata tanto...Impaziente come sei. Poi, tu non sei uno che ha dovuto esercitare la virtù dell'attesa e credo che sia proprio questo a scaldare il tuo cuore così tanto.."



" Si, l'ho rivista, più bella del solito, pronto per una nuova attesa, sempre diversa...attesa di lei. E ad ogni suo passo che la portava nella stanza, il mio cuore entrava in festa..."



"Ehi, vacci piano...ma non credi di dover ripoggiare i piedi giù per terra? Non voglio deprimere il tuo entusiasmo e i tuoi slanci di passione, ma...è una donna che ti ha già detto che non vuole darsi a te. E certe donne non sono come le altre. Certe donne quando ti parlano, si capisce subito che sanno quello che vogliono. E una donna che sa quello che vuole è uno scoglio troppo alto per buttarsi giù..."



"Ma tu non capisci..."



"Ma si che capisco!!!...Sei tu che sei accecato da questa passione e dipingi la realtà secondo il colore che è in tinta con il tuo desiderio..."



" Accidenti...proprio non capisci..Ma tu le donne le conosci?"



" Le conosco, certo che si! E' solo che non ho la presunzione che tutte debbano prima o poi cadere ai miei piedi."



" Vedi...continui a non capire... Ti aprirò il mio cuore allora, perchè mi fido di te. E' vero, amico mio, ma più che presunzione la mia è una speranza che non vuole morire, che lei un giorno mi dica di si. E'vero...io fino ad ora le ho offerto innumerevoli fiori, che lei non ha voluto cogliere. Fiori di diversi colori, con diverse sfumature, di diversa grandezza.. Non hai mai deciso di raccoglierne uno, nonostante essi non abbiano mai deciso di nascere. Agli occhi del mondo sono un vinto, uno che non ha più nulla da attendere, a cui la chiarezza e la franchezza hanno tagliato le ali già qualche giorno fa. Eppure io sento che vinco.."



"Nutro una profonda tenerezza e un profondo rispetto per i tuoi sentimenti...Vorrei proteggerti dalla tua stessa passione..."



" Sento che vinco...io vinco!! Tutte le volte in cui le mi sorride, io già vinco. Ogni suo sorriso accennato è la mia vittoria che assaporo lentamente e di cui ho sempre più fame. I suoi sorrisi , accennati, dimessi, che non concedono per non indurre qualcun altro a sperare chissà che... Quei sorrisi sottili che riempiono di dolcezza il suo viso, che mostrano un coinvolgimento..Quei sorrisi mi rendono già vincitore. Quei denti che strizzano con violenza le sue labbra..Quel suo movimento del capo che accenna ad un no, quei suoi occhi che si stringono perchè toccati dai miei. Io già ho vinto, amico mio. La certezza che anche una sola volta, anche una sola, vestendosi la mattina, lei avrà pensato anche un solo istante a quale abito indossare, materializzando nella sua immaginazione la mia presenza dentro la stanza... Magari avrà pensato che un'anonima tuta avrebbe depresso il mio desiderio, o magari volutamente l'ha indossata per mettermi alla prova, per farsi vedere tutta intera, per testare la mia dedizione, libera da ogni mia affascinante immaginazione. Questa è già la mia vittoria. La mia vittoria amico mio? Il fatto che lei mi evita e me lo dice pure. Se non sfiori l'animo di qualcuno non sarai mai destinatario di un rifiuto, ricordalo sempre...."



"Tu sei pazzo...!!!"



"Pazzo di un amore che nasce.. e mi basta impazzire così adesso. Già vinco tutte le volte in cui so che smuovo una leggera agitazione dentro la sua persona e il suo animo quando mi avvicino a lei..Sai, una donna anche se non dice nemmeno una parola ti parla con suoi gesti..mentre si aggiusta nervosamente i capelli, quando nasconde le sue mani per paura che non siano belle quanto tu ti aspetti proprio da lei, quando arriccia la sua fronte in cerca di un'espressione che appaia il meno espressivo possibile...Queste sono le mie vittorie. I suoi piccoli sussulti, il suo dolce balbettare, il suo essere notoriamente stupita per una caparbietà gradita. La mia vittoria è già qui: in questo no che non è un no, ma che dice soltanto: in fondo desidero che tu non smetta. L'abilità delle volte fa fare giochi sporchi, altre volte cattura i cuori... Se mi avesse detto di si avrei già perso. Sai perchè, amico mio ? Perchè non avrei avuto il suo travaglio. Non avrei avuto il suo imbarazzo, nè la sua difficoltà a gestire la circostanza. La mia vittoria è il suo intento di evitarmi, misto al desiderio che lo sto suscitando adesso. La mia vittoria? Il suo pensiero, che anche una sola volta in un giorno mi raggiunge. E il suo stupore, misto ad un sorriso privato e non violato, per il fatto di avermi pensato, per il fatto che sono riuscito a rubare un solo istante a se stessa.Le donne sono fatte per essere amate, non per essere comprese..E io forse ho già compreso fin troppo. Adesso non voglio più farlo, voglio agire come se nulla fosse stato dato da capire, al mio intelletto, alla mia ragione. Voglio che lei mi veda pronto a morire. Pronto ad incassare. La mia vittoria sarà che lei veda la mia sconfitta.



Amico mio, una donna vuole sentirsi donna, vuole essere considerata come l'unica per cui faresti certe pazzie, e queste pazzie le attende. La mia vittoria è che se sparissi, so che le mancherei, so che si chiederebbe "ha già smesso?" Una donna vuole avere davanti qualcuno deciso ad amarla. E vuole qualcuno da accudire, perchè il suo ruolo di madre e di protettrice è connaturato a lei....Vuole tutto. Esattamente quello che voglio darle io...Un colpetto delle sue dita sul tamburo del mio cuore, incendia tutti i suoni e dà inizio ad una nuova armonia, ogni giorno diversa, che voglio donarle. Desidero quello che forse non potrò mai possedere: il mo cuore,come il mare, non ha limiti e il mio cuore è profondo come il mare:più glielo concedo più sento di possederla. La spavalderia nell'amarla è la cosa più grande che posso darle: è la cosa che più grandemente è pronta a ricevere.



Cercherei in ogni angolo del mondo le cose più belle da offrirle, non le ho trovate e non so dove poterle trovare; ho capito che nulla vale come il suo amore e niente vorrei in cambio di un



suo sorriso, di un suo bacio, di un suo pensiero. Potrebbe chiedermi quello che vuole: le darei tutto solo per dimostrarle che non sono alla sua altezza. Qualcuno diceva che l'amore vuole pegni sempre nuovi: crede di non avere ottenuto niente finchè c'è qualcosa da ottenere. E io so che questo qualcosa esiste, non sarà una pienezza, forse di questo, mio caro amico, me ne dovrò fare una ragione, ma sarà di più di quello che ora c'è. Nascerà si svilupperà, qualcosa cambierà. E tra qualche giorno dirò: oggi è molto più di tanti giorni fa in cui per la prima volta le ho donato il mio cuore. E guarderò con orgoglio al lavorio del mio animo e della mia volontà, della mia caparbiertà e della mia abilità finissima..dicendomi, malinconico ed eccitato, che qualcosa si è mosso.



Ho posseduto molto, e la desidero così tanto perchè è la donna per cui potrei sperimentare che senza di lei nulla ho posseduto, nulla è per me e . Talvolta non capisco come mai un altro possa, e osi aver diritto di amarla, mentre io solo l'amo così profondamente, così totalmente, e nulla conosco, né so, né posseggo, all'infuori di lei."



" Smettila di correrle dietro, finirai con il dovere scappare da lei per il troppo male.."



"Non vince l'uomo che corre dietro, né quello che scappa. Vince quello che aspetta. Ed io sto già vincendo."



c.

TROPPO E TROPPO POCO

"Oggi gli uomini vivono troppe cose e riflettono troppo poco: hanno insieme fame e colica, e perciò diventano sempre più magri, per quanto mangino. Chi oggi dice: "Non mi è successo niente", è uno sciocco."

(Umano troppo umano II, 1880, 2-203 Friedich Nietzsche)

La frase di questo genio di uomo cade proprio nel momento in cui mi rendo conto di quante cose rischio di perdere e di sciupare se non riesco a conservarle. E ho sempre avuto la "preoccupazione", impastata di ansia, di trattenerele e non farle scivolare in un modo o in un'altro..Poi arrivi tu, e mi fai scoprire che l'unico modo per farle proprie è guardarle, inizare a prenderne la giusta consapevolezza, chiedersi che cosa c'entrino con me, che cosa vogliano dire alla mia persona, dargli un nome insomma.
Ma per dare un nome a qualcuno o qualcosa ci devi stare davanti e attendere che il nome si sveli. Chi avrebbe mai detto che la cosa più complicata è fermarsi anche solo mentalmente? Vortici di pensieri, voglia di fare che viene e che va, preoccupazioni, immaginazioni, progetti..tutto confusamente vissuto e percepito. Senza pausa. Vasco dice "ed è proprio quando arrivo lì che già ritornerei...ed è sempre quando sono qui che io ripartirei". Impazienza. Voglia di fare ma nello stesso tempo di andare via. Stare con te e fuggire.Un presente che non c'è già più, perchè tu già sei saltato in un improbabile futuro. Sei ad una cena e già pensi di tornare a casa. preghi che un'ora duri tutta una vita e poi coni i minuti per sfuggire. Trovi una canzone alla radio che alla prima nota ti emoziona perchè era da tanto che non la passavano e ti ritrovi a cambiare stazione ancora prima che finisse. Hai appena amato e già sei lì che ti accendi una sigaretta.
Ead un certo punto qualcuno ti insegna che devi fermarti, perchè è buono aspettare. Chiedi pace. E ti rendi conto che quella è la condizione più desiderabile. Respiri. Godi delle cose nel tempo da loro imposto, le assorbi, ti lasci plasmare dal bello che c'è in esse, ance dopo i due minuti e mezzo di adrenalina. Inizi a dedicarti seriamente, spendi del tempo, non temi il sacrificio, incominci ad amarlo il tempo... Ascolti davvero chi ti parla. Ti gusti l'essere raggiunto da chi ti ama. Lasci che la tua anima sia agganciata da un'altra. Ritrovi un'attenzione ai particolari che sembrava essersi spenta. Ricerchi. ...
E scopri che hai una vita da scoprire con chi te la sta svelando a poco a poco.
c.

UNA RIFLESSIONE..

....E' dura la strada che porta al nostro cuore. E' più facile entrare nel cuore degli altri, con un sorriso o una carezza, che riuscire ad entrare nel nostro stesso cuore. Circondato com'è da sedimenti di bugie, per farsi scudo da una verità che ci disorienta. Che ci metterebbe spalle al muro con una scelta già presa troppe volte e che poi non ha portato dove prometteva. La delusione ci rovina il finale di uno spettacolo che deve ancora cominciare. Abbiamo il cuore chiuso da un disincanto che fa sparire la luce e quel che resta è malinconia dei tempi in cui si era ragazzi e per innamorarsi bastava trovarsi a un luna park e sentire odore di frutta candita, oppure di quando a un ferragsto, un falò sulla spiaggia e la luna piena erano poesia e un bacio, con quell'atmosfera, era l'epilogo perfetto. Bastava solo quello a quei tempi. Com'era semplice l'amore quando avevo sedici anni e una promessa era un sogno, non un fardello da portarsi sulle spalle. Si aveva smania di incrociare dita e voglia di scoprire cosa nascondeva un desiderio. Gli errori erano uno stimolo a far meglio, non colpe da far scontare.In questo strano, pazzo mondo c'è capitato di trovarci. Soli e con troppe strade da prendere. Nessuno ci ha saputo insegnare l'amore. E' questo il problema: non aver mai incontrato qualcuno degno di fiducia e con un'esperienza tale da starlo a sentire, che ci dicesse che l'amore può far male ma che vale sempre la pena. Quando è sano. Una verità così semplice da non crederla possibile. Perchè diventiamo complicati. Qualche errore di troppo ci ha fatto cambiare, ci ha tolto fiducia e ha reso complesso qualcosa che per sua natura non lo è. E che paura fa quel salto, mentre una volta scoppiava solo il cuore nel petto per l'emozione di una speranza nuova. Congetture. Gli anni ci mettono addosso rughe e troppe ipotesi a nascondere la probabilità migliore; privandoci della bellezza che ha il piacere della scoperta, derubandoci della magia di un sogno. Togliendoci la curiosità. Ci siamo dimenticati com'eravamo da ragazzi, gia' qualche giorno dopo aver smesso di esserlo. E sono spariti i luna park e quelle promesse semplici sotto a una luna piena che ancora riusciva a trasmetterci la sua magia. E com'era semplice, a quei tempi, dare all'amore un'occasione. Prova a domandare a un bambino di raccontarti una storia. Loro hanno dentro la vita in un concentrato di domande tutte ancora in attesa di una risposta positiva e la curiosità è più forte di qualsiasi timore. La vita ce l'hanno dentro e parla loro attraverso una voce che dice: io vado a vedere, ad un volume che è impossibile ignorare. Non ci ricordiamo più che dentro ognuno di noi c'è quest'innato bisogno di andare a vedere cosa ci aspetta. E l'abbiamo scoperto da un suono sgradevole che segue il ritmo di una sola parola:
PAURA
Con gli anni si diventa codardi.Perdiamo la rotta in parallelismi illogici con altri errori che nulla hanno a che vedere con la strada che stiamo percorrendo. Ci sembra più semplice proteggerci oppure accontentarci. Nascosti dietro ai compromessi.L'amore non lo sa che ogni notte lo chiamo da questa casa, circondata da milioni di altre case. Che ci sono due occhi, i miei occhi, che guardano il vuoto adesso in attesa di altri due occhi, i suoi occhi. E' così semplice l'amore, quando cominciamo a capirlo. Quando smettiamo di temerlo, di colpevolizzarlo dei nostri errori di valutazione e scopriamo che è il sentimento per il quale abbiamo più attitudine. Che se proprio c'è qualcosa da salvare, dopo ogni dolore, è proprio quel sentimento semplice che ci spingeva verso il bello. Chissà se l'amore che aspetto, seduta su questa sedia, ha capito che non c'è altra strada, in questa vita, che dia un sorriso più sincero di quello che nasce spontaneo e involontario, mentre te ne stai seduta a pensare che dopo anni di errori e di incidenti di percorso, dopo tutto questo litigare, queste vendette, questi silenzi regalati in cambio di una soddisfazione che dura poco più di mezzo'ora, dopo le difese e le barriere, dopo il rifiuto e la negazione di questo bisogno. Dopo ogni conflitto, dopo tanto scappare, si ritorna al punto da dove si era partiti e che tutto quello che sarebbe bastato era "arrendersi" alla vita. E rispondere a una piccola, semplice domanda:
I SOGNI, DA CHE PARTE STANNO?

c.


...Attimi, in cui la profondità di quello che provi ti tira giù e ti toglie l'aria e fai davvero molta fatica per risalire su, tra gli umani. Attimi in cui non vorresti altro che gridare ma che ti fanno avere timore pure di un bisbiglio. Attimi in cui vorresti sfidare la morte, altri in cui hai coscienza che se morire ti risulta assurdo forse c'è qualcuno che ha deciso di salvarti. Attimi in cui vorresti che nessun altro veda quello che tu vedi e che vorresti fosse solo il tuo cuore a farti percepire. Attimi in cui percepisci di essere graziato per quello che tu solo puoi dire mentre altri non possono..Ma che se solo potessero dire, lo direbbero meglio di te. Attimi che durano solo pochi istanti o che in fondo sono la continuità dl tempo di tutta una vita. Attimi che delle volte ti rendono forte e ti inorgogliscono e che senza pietà ti radono al suolo. Attimi in cui capisci di essere fatto di un'altra pasta..motivo di vanto e di "imprecazione".....Attimi in cui vorresti solo donare le tue lacrime a chi stai amando più di te stesso, ma la tua fottuta essenza ti spinge quasi a farti odiare ed evitare. Attimi in cui vorresti dire al "mondo" che tu lo hai trovato e ce l'hai davanti e in cui lui stesso ti dice che non sarà comunque sufficiente per te. Attimi in cui odi il tuo cuore e vorresti distruggerlo perchè è uno sporco sadico, perchè va fiero del fatto che non lo tradirai mai e che non potrai alzarti una sola mattina senza che sia lui a determinare ogni tuo respiro. Attimi in cui non avresti mai voluto conoscere certi abissi, gli stessi in cui ringrazi per il fatto che provi quello che poche persone al mondo riescono a sentire e a vivere. Attimi in cui ti sembra di volere morire e forse lo desideri per stare tutto intero di fronte al sole. Attimi in cui pensi che se al cinema facessero un film che parli di questi travagli interiori umani, sbancherebbe il botteghino. E ti chiedi perchè nessuno lo faccia mai, piuttosto che parlare dell'amore in modo banale, in modo pacificante, in un modo che ti lascia dormire la notte, che ti permette di vivere, comunque vada, tutto il resto della realtà. Poi penso che questo film stupendo lo danno dentro di me ogni maledetto istante e che guardo le stesse scene senza mai stufarmi, addentrandomi dentro di esse con l'entusiasmo e il tremore di chi non le hai mai viste...ogni giorno, ogni giorno, la stessa pellicola che è la tua ragione, in cui implori che ci sia un'interruzione per prendere aria, perchè a volte ti manca. La pellicola che sai che domani andrai a rivedere perchè non puoi vivere senza. La pellicola che non avresti mai voluto vedere perchè sapevi che, una volta vista, non avresti potuto guardare altro.
Cos'è morire? Smettere di respirare? Se l'aria continua ad uscire fuori e le tue funzioni vitali sono perfettamente funzionanti, come si può morire?
Attimi in cui quello che desideri può arrivare ad ucciderti. Attimi in cui anche un caldo abbraccio deve rivelarsi la più grande distanza mai vista. Attimi in cui due occhi, più altri due, non fanno 4. Attimi in cui la finezza e l'adorazione devono alzare immediatamente il ponte levatoio perchè arriva, cavlcando a velocità, tutto il resto di te. Attimi in cui ogni vocabolario si sentirebbe umiliato per la sua pochezza. Attimi in cui una parola è un mondo, uno sguardo un universo, di cui nessuno percepirà mai la vera consistenza. Attimi in cui sai che la presenza colmerebbe tanto...la stessa presenza che ti prosciuga e che ti condanna ad un vuoto perenne mai colmato. Attimi in cui le distanze sono tutte relative, in cui il tempo e lo spazio sembrano viaggiare in modo diverso solo per te, in cui senti di poter fare tutto perchè nulla sarebbe più potente del tuo motore. Attimi in cui nulla ti sembra impossibile, ma non per la tua mania di grandezza quanto perchè davanti a certe cose non credi che il tuo animo concepisca più la categoria dell'impossibilità. Attimi in cui un libro per ragazzi è un volume in lingua straniera di una argomento che non hai mai conosciuto. Attimi fatti di "non è così, ma...è così." .....
Attimi che vorresti durassero una vita, per morire immediatamente. Ma in cui sai che, donando la tua morte, condanneresti a morte anche l'altro.
c.

La lontananza spegne solo i fuochi piccoli


Rieccoci.....

Si riprende a scrivere.Incoraggiata da tutti quelli che leggono questo blog e che si sono chiesti dove fossi finita ed ispirata da ciò che di bello la realtà fa accadere.

Credo che una delle più belle esperienze che un essere umano possa sperimentare è sentire, con chiarezza, che tutto ciò che "non va" di te, possa essere redento. La redenzione è un cammino lungo, che richiede pazienza, dove si bolle, si sanguina...Ti guardi dentro e ti chiedi se certe "pietre miliari" della tua essenza potranno mai essere frantumate...Ti guardi dentro e ti chiedi se i tuoi occhi saranno un giorno capaci di guardare tutto nel modo che da sempre sogni. Ti guardi dentro e ti chiedi se le tue mani riusciranno un giorno a fare una carezza del tutto gratuita nel viso di una persona che ami. Ti guardi dentro e ti chiedi se ciò che dai per saputo e scontato, un giorno possa stupirti con la sua imprevedibilità ed immensità. Ti guardi dentro e ti chiedi se l' infinito lo vivrai un giorno nella tua carne e non sarà solo la meta lontana ed agognata della tua inquietudine. E, ad un certo punto la smetti di guardarti dentro, alzi sù il capo e inizi a guardare qualcun altro, che dalle sue "alture" mistiche e terrene insieme, primarie e secondarie, in un equlibrio sublime e "nominato", è capace di abbracciare la tua umanità . E tutto ti sembra improvvisamente probabile ed arrivabile...anche da te. Intravedi una possibilità, incominci ad emozionarti se pensi che questo corso d'acqua che tu sei possa essere attraversato e accolto in un mare più grande di te...Non puoi che commuoverti per tutto quello che può accadere NONOSTANTE te. E hai un solo assillo.Uno."Resisterà?"- ti chiedi....E lo speri, lo desideri più di ogni altra cosa e mentre ti apri a questa speranza, quasi come fosse una preghiera, vorresti dire: " Tutto il bene di cui sono capace, seppur piccolo, io voglio donartelo. Per sempre". Quando si riceve tanto, spesso non ci si sente degni e ci si vuole sdebitare immediatamente, offrendo quello che di buono si possiede, forse anche un pò per la paura di perdere tutto. C'è una propensione naturale e potentissima di aprirsi al bene quando lo si incontra e di offrire tutto di sè a chi sai che può custodirlo e cullarlo.
Cosa c'è di più desiderabile di questo?
SONO TORNATA.
c.

MA L'AMORE PUO' DAVVERO DIVIDERE?
c.

L'ATTESA


L'attesa....che parola ricca, insostenibile e accattivante al tempo stesso. Confesso di fare un pò di fatica ad accoglierla. Si può gustare l'attesa, come un piatto di cui lentamente percepisci i sapori? Quante volte in una giornata attendiamo? Si attende il tram, si attende che il caffè salga su la mattina. Si attende che chi ami che torni presto..Tutto in fondo è un'attesa in cui tutto di te sembra strappato e chiamato in causa. Non si può attendere da passivi...anche se a volte ci si vorrebbe solo addormentare fin tanto che arrivi l'evento che tanto attendiamo.
Eppure, c'è una voglia dentro di noi che, a braccetto con una sottile e sana imprudenza, ci dice che vogliamo essere presenti con tutti noi stessi in questa attesa. Un'intuizione. Che è forse in questa attesa che ci sta il premio più grande, quello che vale, perchè fatto del tuo sacrificio, del tuo lavoro, della tua amorosa pazienza. Una curva pericolosa, semibuia, dissestata, al di là della quale ci sta un paesaggio che i tuoi occhi tanto hanno cercato fino a consumarsi.
L'attesa....Quanta violenza può venir fuori in un'attesa, quanto spesso ci si rende conto amaramente di non essere fatti per questo tempo "fermo" ma gravido. Quanto spesso ci lasciamo andare a sottili accuse, a pretese di compimento verso chi non può dartele. Quanti pugni sul tavolo, quanti dentri stretti, quante gelosie verso qualcuno che sembra già vivere il premio che tu tanto stai attendendo. Stati d'animo. Alterni.Altalenanti. Che si prendono gioco di te e a cui, volutamente, solo poche volte lasci carta bianca. Pensieri. Desideri. Impeti.Tutto racchiude l'attesa. Tutto. Anche la tua voglia di (non) fare.
E' una lotta. L'attesa è un match. Un peso massimo: la tua umanità.E un debuttante pieno di grandi speranze: la vita.
Un match da prima serata. Da tutto esaurito. E quando credi che le tue gambe potrebbero non reggere il confronto e che i pugni non sempre li centri nel punto giusto, ti accorgi che c'è un pubblico che grida, che fa il tifo, che ha scommesso fino all'ultimo risparmio per questo match.
E ti accorgi che forse hai già vinto.
c.